Sicurezza della stampa sotto pressione: AI e identità digitale ridisegnano il rischio cyber
Il nuovo studio Print Security Landscape 2026 di Quocirca conferma quanto la sicurezza della stampa resti un tema centrale nell’agenda della Cybersecurity
Secondo una recente ricerca di Quocirca, il 67% delle organizzazioni in diversi paesi europei e negli Stati Uniti ha subito almeno un episodio di perdita di dati legato ad attacchi ai sistemi di acquisizione e stampa nell’ultimo anno, contro il 56% del 2025, con un costo medio per violazione salito a poco più di 1,17 milioni di euro (oltre 1 milione di sterline). Un dato significativo, se si considera che otto organizzazioni su dieci continuano a fare affidamento sulla stampa per processi aziendali chiave, spesso senza un’adeguata consapevolezza dei rischi legati a dispositivi, server e flussi documentali.
Lo studio evidenzia un divario netto tra le organizzazioni che hanno modernizzato la propria strategia di sicurezza – i cosiddetti “Leader” – e quelle rimaste indietro, definite “Laggard” (letteralmente “ritardatarie”, ovvero le realtà meno mature dal punto di vista della sicurezza, che non hanno ancora adottato strumenti e policy adeguati): le prime registrano perdite di dati nel 56% dei casi, contro il 73% delle seconde.
Secondo Louella Fernandes, CEO di Quocirca, il dato dimostra il valore concreto di un approccio alla print security stratificato e continuativo, capace di proteggere insieme dispositivi, utenti, documenti e flussi di lavoro all’interno della più ampia strategia di sicurezza aziendale.
A complicare il quadro contribuisce la diffusione dei parchi macchine multi-vendor, che coinvolgono ormai il 64% delle organizzazioni: ambienti più eterogenei comportano maggiore complessità gestionale e si associano a tassi più alti di perdita di dati, oltre che a una maggiore esposizione a minacce AI-driven e vulnerabilità firmware.
Tra i temi emergenti spicca il ruolo dell’identità digitale: l’84% degli intervistati considera l’integrazione tra piattaforme come Active Directory e Azure AD e infrastrutture di stampa estremamente o molto importante, a conferma del peso crescente di autenticazione sicura, secure release printing e principi zero trust.
Anche l’intelligenza artificiale si conferma un fattore ambivalente: il 54% degli intervistati teme un suo utilizzo per generare minacce più sofisticate legate alla stampa, mentre il 47% indica l’AI agentica come una minaccia per cui non si sente ancora preparato.
Cresce parallelamente la domanda di soluzioni di threat detection basate su AI e machine learning, ritenute molto importanti dal 55% del campione.
Non manca uno sguardo al futuro più lontano: il 57% delle organizzazioni considera già prioritaria la pianificazione di una sicurezza quantum-resilient, segno che le realtà più mature iniziano a inserire l’infrastruttura di stampa nelle strategie di sicurezza post-quantum.
Fonte: Quocirca – Emerging AI and Identity Threats Put Print Security Back on the Cyber Risk Agenda